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CPI: ecco come rinnovare il documento

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Cos’è esattamente il rinnovo CPI?

Il rinnovo del CPI (Certificato Prevenzione Incendi) è la procedura con cui attesti che la tua attività è ancora sicura dal punto di vista antincendio, in regola con gli obblighi di prevenzione incendi e che, pertanto, hai diritto a rinnovare la precedente autorizzazione antincendio costituita dal CPI (o documenti equivalenti).

 

A chi spetta fare il rinnovo CPI?

Il rinnovo CPI è in capo al titolare dell’attività. Considera che:

  • La persona fisica che firma la presentazione del rinnovo CPI può anche non coincidere con la persona che all’epoca aveva firmato la pratica SCIA (o le altre pratiche equivalenti prima dell’ottobre 2011), a patto che comunque abbia un titolo o una carica all’interno della società/organizzazione intestataria dell’iter autorizzativo antincendio
  • Qualora nel frattempo ci fosse invece stata una variazione dell’intestazione della società, prima del rinnovo CPI (o contestualmente) devi presentare una richiesta di voltura di titolarità delle istanze antincendio
  • Normalmente per fare il rinnovo CPI devi farti aiutare da un professionista antincendio. Esiste tuttavia un caso in cui puoi pensare di fare tutto da solo senza coinvolgere nessuno, lo vediamo nel paragrafo successivo

 

Come si fa il rinnovo CPI?

Il rinnovo CPI è una pratica che prevede due tipologie di documentazioni:

  • Documentazione generica (sempre obbligatoria) che include le generalità del richiedente e dell’attività, una copia del CPI esistente e l’attestato del versamento per la presentazione della pratica. Inoltre, fondamentale, deve includere la dichiarazione di non variazione delle condizioni antincendio della tua attività;
  • Documentazione tecnica, detta “Asseverazione”. In sostanza questa documentazione è necessaria solo qualora vi siano impianti di protezione attiva antincendio (ad esempio idranti e rivelatori di incendio) e prodotti/sistemi per la protezione passiva (ad esempio rivestimenti e intonaci antincendio) e afferma che gli stessi sono ancora funzionanti ed efficienti.

Al riguardo di queste documentazioni le cose più importanti che devi sapere sono:

  • La documentazione generica la firma il titolare dell’attività
  • La documentazione tecnica la può preparare e firmare solo ed esclusivamente un professionista antincendio iscritto agli elenchi ministeriali ed in regola con l’aggiornamento professionale obbligatorio. Questa documentazione è necessaria solo se disponi dei succitati impianti e prodotti/sistemi.

Se quindi, nel tuo caso, non è necessaria l’asseverazione, puoi evitare di coinvolgere il tecnico antincendio e gestire la documentazione in autonomia.

Come preparare la documentazione generica

  1. Scaricare il modulo e compilarlo
  2. Pagare i diritti di segreteria (puoi cercare la tua attività e la relativa tariffa VV.F. i)
  3. Dichiarare (con relativa assunzione di responsabilità) che non ci siano state variazioni e che le manutenzioni di legge a tutti i dispositivi antincendio siano state eseguite

Per stare tranquilli, tuttavia, è sempre possibile incaricare un professionista esperto di prevenzione incendi che si occuperà di tutto. Il tecnico antincendio incaricato svolgerà una serie di verifiche, sia documentali che strumentali e/o visive.

Successivamente il tecnico antincendio provvederà a compilare la pratica e presentarla a Comando VV.F., comprensiva di tutta la documentazione richiesta. Presta attenzione che ti vengano consegnati i risultati delle prove e verifiche eseguiti, che andranno conservati nel fascicolo antincendio e, se richiesto, mostrati durante i controlli dei VV.F. (non vanno quindi allegati alla pratica di rinnovo CPI).

Le ultime cose che devi sapere sono:

  • Se nel corso del tempo hai fatto delle modifiche non rilevanti ai fini della sicurezza antincendio (per cui non esiste l’obbligo di segnalazione), puoi comunque aggiungere la relativa documentazione alla pratica di rinnovo CPI, in modo che al Comando abbiano sempre la situazione aggiornata dei tuoi locali
  • Se l’attività di cui devi fare il rinnovo CPI è un serbatoio fisso di GPL di capacità non superiore a 5 m³ e non al servizio di altre attività soggette, esiste una procedura di rinnovo dedicata, leggermente differente che consiste nel compilare due modelli, il primo per la richiesta di rinnovo CPI (Richiesta rinnovo CPI) e il secondo per la dichiarazione di avvenuta manutenzione dei depositi (Dichiarazione avvenuta manutenzione)

 

Ogni quanto va fatto il rinnovo CPI?

La regola generale è che la pratica di rinnovo CPI va presentata, per tutte le attività soggette, ogni 5 anni dalla data di presentazione della SCIA, ad eccezione di alcune attività per cui la scadenza è elevata a 10 anni.

Inoltre, dal momento che la nuova normativa (attiva dal 07/10/2011) ha cambiato le attività soggette e le scadenze del rinnovo CPI, sono sorte alcune casistiche speciali di scadenze.

 

Cosa succede se presenti un rinnovo CPI tardivo (cioè oltre i termini di scadenza suddetti)?

La legislazione potrebbe far sottintendere a una temporanea interruzione dell’attività o all’esercizio dell’attività stessa in violazione dell’obbligo di rinnovo CPI. In ogni caso, presentando in ritardo il rinnovo CPI, devi sapere che:

  • Dal punto di vista amministrativo il nuovo conteggio di 5 o 10 anni parte comunque dalla data originale di scadenza (quindi non guadagni, evidentemente, nessun tempo)
  • Dal punto di vista penale, data la potenziale violazione degli obblighi, il Comando VV.F. potrebbe accertare, anche tramite una visita tecnica presso la tua attività, i presupposti per segnalare all’autorità l’ipotesi di reato

 

Hai bisogno di rinnovare la documentazione? Rivolgiti al nostro team!

[Fonti: vigilidelfuoco.it , DPR 151/2011]

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