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La contaminazione microbiologica delle superfici nei luoghi di lavoro

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La contaminazione microbiologica e la trasmissione di agenti infettivi negli ambienti di lavoro, a differenza di quello che si potrebbe pensare, riguarda oltre al settore sanitario, un gran numero di ambienti lavorativi sia outdoor (es. attività agricole, impianti di compostaggio, …) che indoor (es. scuole, negozi, ristoranti, uffici, centri commerciali, …).

Anche l’INAIL si è mossa in tal senso.  Con la pubblicazione del documento “La contaminazione microbiologica delle superfici negli ambienti lavorativi”, l’ente ha infatti l’obiettivo di individuare i criteri ed elaborare strumenti operativi utili per la valutazione del rischio da agenti biologici negli ambienti di lavoro.

Approfondiamo, in questo articolo, la contaminazione microbiologica delle superfici negli ambienti di lavoro NON sanitari.

Gli ambienti outdoor

Tra le attività in ambienti outdoor si sono certificati alcuni casi di infezioni dovute a ceppi di Staphylococcus aureus meticillina resistente (MRSA) su persone che lavorano a stretto contatto con gli animali, come possono essere, per esempio, allevatori, agricoltori o veterinari.

La trasmissione di questi agenti patogeni può avvenire in diversi modi:

  • Per contatto diretto con gli animali
  • Per contatto diretto con le superfici ambientali
  • Mediante la manipolazione di carne contaminata

In altri ambienti di lavoro, come possono essere gli impianti di compostaggio, alcuni studi hanno dimostrato un maggior numero di:

  • malattie croniche del tratto respiratorio
  • allergie
  • irritazione della mucosa degli occhi
  • irritazione delle alte vie respiratorie

Uno di questi studi ha infatti rilevato un’alta percentuale di microorganismi mesofili (funghi e batteri) sulle superfici di lavoro degli impianti di compostaggio. In questi ambienti gli agenti patogeni vengono rilasciati nell’aria durante la produzione di compost con conseguente contaminazione delle superfici.

Non dimentichiamo inoltre gli addetti agli impianti di trattamento delle acque reflue o allo smaltimento dei rifiuti solidi che possono entrare in contatto con uno svariato numero di agenti patogeni tra cui, a titolo esemplificativo, Escherichia coli, Salmonella typhi, virus epatici, ecc.

Gli ambienti indoor

Come indicato anche all’interno del documento “La contaminazione microbiologica delle superfici negli ambienti lavorativi” anche negli ambienti indoor sono presenti agenti patogeni.

Nel 2005, per esempio, alcuni ricercatori hanno analizzato 200 campioni prelevati da superfici di diversi luoghi di lavoro tra cui negozi, uffici, asili nido, palestre, ristoranti e attrezzature di gioco per bambini. Dalle analisi il 93% dei campioni è risultato contaminato, in alcuni casi con una concentrazione batterica molto alta.

Altro studio è stato fatto nel 2008 analizzando libri, libri di antiquariato, manoscritti, documenti e dischi presenti in biblioteche e archivi dove è stata rilevata contaminazione microbiologica con presenza di diversi microorganismi.

Gli studi fanno risaltare quindi una situazione insoddisfacente delle condizioni igieniche degli ambienti esaminati per la presenza di muffe potenzialmente patogene (allergiche o tossiche) ed evidenziano la necessità di introdurre misure per la riduzione del rischio.

Da non sottovalutare sono inoltre gli ambienti domestici dove la proliferazione batterica può essere presente in tutti gli ambienti, specialmente in cucina.

Il problema della contaminazione delle superfici, in ambienti lavorativi e non, è confermato dai risultati dei monitoraggi microbiologici. Bisogna pertanto valutare le misure da attuare per la prevenzione e il controllo della contaminazione.

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[Fonti: puntosicuro.it, La contaminazione microbiologica delle superfici negli ambienti lavorativi]

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